Fine settimana con Paint red zone- Per raccontare con i colori la città di Camerino.
Tapanelli: "Il sindaco di Camerino soffre della sindrome di Calimero"
Mi collego sul sito della Rai e vado alla ricerca del canale dedicato alle trasmissioni parlamentari. Trovo il video che fa al caso mio e mi metto comodo, aspettando con una certa trepidazione, e con sano ottimismo, l’intervento del mio sindaco Gianluca Pasqui all’incontro, Le città del futuro, tenutosi presso l’emiciclo di Montecitorio. Una sorta di rendez-vous annuale, tra circa seicento sindaci, in cui si mettono sul tavolo istituzionale della Presidenza della Camera dei Deputati le migliori best practice che i comuni italiani cercano di portare avanti. Attendevo, come dicevo, con positiva agitazione la relazione del sindaco di Camerino perché auspicavo, probabilmente con una ingenuità che non dovrebbe più appartenermi dopo anni di politica, una seria denuncia delle inefficienze politiche ed amministrative che caratterizzano l’attuale cratere sismico, accompagnata da una circostanziata proposta di rilancio del territorio.
Invece, da consigliere comunale di Camerino, mi sono travato costretto a constatare che non è stato affrontato nessuno dei due punti essenziali citati. Non solo il passaggio sulla burocrazia asfissiante è stato indolore, quasi di contorno, ma, cosa ben più grave, non è stata spesa neanche mezza parola sul territorio maceratese devastato dal terremoto. Forse, come sindaco di Camerino, la sua attenzione è rimasta focalizzata sulla sola città ducale. Sicuramente è una strategia che consentirà all’amico Gianluca di governare Camerino per altri cinque o sei lustri e, glielo auguro sinceramente, di fare anche un salto di qualità politico verso cariche più blasonate. Altrettanto certamente, però, questa politica di quartiere porterà alla definitiva débâcle di tutto un territorio montano che non può più tollerare egocentrismi politici ed isolamenti campanilistici. Mors tua vita mea, oggi, si sta trasformando in un Titanic dove nessuno riuscirà a trovare riparo sulle poche scialuppe alla deriva.
Avrei voluto sentire: “Sono il sindaco di Camerino, ma anche di Pieve Torina, di Visso, di Castelraimondo e di tutti comuni che oggi, qui, non possono parlare. Certo, non tutti i comuni hanno gli stessi danni e, quindi, gli stessi problemi, ma il nostro territorio è un territorio unito che necessità di aiuto. Il terremoto non ha fatto altro che acuire, velocizzandoli, i mali, e i relativi processi di spopolamento e di spoliazione di servizi, che da anni attanagliano i nostri comuni. Mi sono confrontato con i colleghi sindaci terremotati e oggi, in questa sede, vorrei chiedere investimenti seri sul terziario avanzato, sul turismo, sulla cultura e sulle tecnologie dell’innovazione. Abbiamo l’Università di Camerino, non del Comune di Camerino, che da anni lavora in questa direzione e anche noi, con il vostro aiuto, vogliamo seguirla. Camerino da solo non ce la farà e per questo, oggi, indosso la fascia di sindaco dell’entroterra maceratese. Ill.mo Presidente, mi permetto di proporre una correzione al titolo di questa bellissima iniziativa: non più Le città del futuro ma I territori del futuro”. Applausi a scena aperta. Politicamente inattaccabile. Con ovvia necessità, poi, di perseguire quella linea anche a livello regionale e nazionale.

Invece ho assistito al solito piagnisteo avente ad oggetto, tra le altre cose, il carcere, il centro storico più grande del cratere e Camerino come centro di riferimento (come sempre, per grazia ricevuta). La declamazione, ormai proverbiale, della litania della sindrome di Calimero che dovrebbe far risorgere Camerino come capitale amministrativa di un territorio che, all'opposto, seguirà inevitabilmente logiche policentriche e di territorio. La nostra realtà dell’entroterra non dovrebbe avere più confini amministrativi, mentre invece, costantemente, si scontra con politiche da condomino che tentano pietosamente di far leva sui vecchi fasti di una nobiltà decaduta. Politiche pericolose e dannose, fatte sicuramente in buona fede, ma che devono essere stigmatizzate per il bene delle prossime generazioni.
Mi dispiace, perché per il futuro riecheggia nella mia mente solo ‘A livella di Antonio de Curtis. Sono anni che i comuni vicini ci dicono: “Ma chi te cride d’essere, nu ddio? Cca dinto, ‘o vvuò capì ca simmo eguale? Muorto si’ tu e muorto so’ pur’io, ognuno comme a n’ato è tale e qquale. ‘A morte ‘o ssaje ched’è? E’ ‘na livella.”
Il fatto che il paziente sia stabilizzato, come ha detto in aula il Sindaco, non corrisponde al vero e, se continuiamo così, ‘A livella di Totò sarà l’inevitabile profezia per il nostro territorio.
Pietro Tapanelli – consigliere comunale di Camerino
Camerino- Il presidente nazionale Boccia all'assemblea generale di Confindustria Macerata
Sala gremita per l’assemblea generale di Confindustria Macerata all’auditorium Benedetto XIII di Camerino, con la presenza del Presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia.
“ Strategie, progetti, programmi di sviluppo del territorio maceratese colpito dal sisma” al centro dell’incontro con l’obiettivo di guardare avanti con un’ottica di prospettiva e di rilancio economico. Un momento di confronto tra mondo dell’imprenditoria, delle istituzioni, sindacale, accademico, voluto da Confindustria Macerata a Camerino. In apertura i saluti del sindaco Pasqui: “ Da più di un anno la nostra è una quotidianità di trincea. Una situazione che richiede l’impegno di tutti, per cercare di restituire ai nostri figli quello che i padri ci hanno donato. E’ necessario fare squadra ma, centrare anche tutte le problematiche che oggi impediscono di fare un percorso che possa restituire dignità alle persone. E’ ormai necessario un tavolo di lavoro che consenta di migliorare il migliorabile. La realtà è ancora quella della fase emergenziale e, per ottenere obiettivi, il sistema va rivisto, lavorando nei tavoli istituzionali”.
Le sfide da affrontare in un mercato in continua evoluzione, approfondite dal presidente di Confindustria Macerata Pesarini, che ha delineato possibili linee strategiche per tornare ad essere competitivi. “Anni difficili anche prima del sisma, ciò nonostante non ci siamo persi d’animo e con dinamismo e attaccamento al territorio, ne siamo usciti più forti, più innovativi e competitivi. E’ da queste valutazioni che dobbiamo partire per proseguire nel futuro prossimo, su traiettorie di crescita, di sviluppo e di progresso economico, ripartendo dalla centralità del manifatturiero sostenibile, quale settore strategico e motore pulsante dell’economia provinciale”.
“Ricostruire com’era dov’era’ o ‘come sarà’, al centro dell’intervento di Aldo Bonomi di Aaster, secondo il quale il successo dell’esperienza post sisma del Friuli, è dipeso dalla capacità di tenere assieme il ragionare sulla ricostruzione e l’avere un’idea di modello di sviluppo in avanti. “L’interrogativo per noi, è capire se a fronte del trauma del sisma, basti avere in mente di riprodurre il meccanismo precedente del capitalismo dolce marchigiano (che tiene assieme dimensione del territorio agricolo in evoluzione, e, industrializzazione) o, se invece non sia meglio andare verso un ragionamento che imposti una sfida della ricostruzione che vada di pari passo con un cambiamento di modello di sviluppo“.
Citando il filosofo Benjamin, il presidente di Istao Marcolini ha rilevato che “quando il sapere storico più profondo si incrocia con le prospettive del futuro, il passato potrebbe unirsi in maniera fulminante con l’adesso, e, dare origine a un’ immagine ricca di futuro”. Necessaria una visione, un patto per lo sviluppo economico sociale, in grado di definire gerarchia degli impegni e concentrazione degli sforzi” ,e, “di fronte ad una emergenza così grande, approntare un piano di Area Vasta e un coordinamento degli interventi”.
Nella tavola rotonda successiva il presidente Ceriscioli è tornato ad assicurare risorse abbondanti, in grado di rappresentare una leva straordinaria in termini di opportunità e di sviluppo. “Per ricostruire un sistema in grado di mettere in moto occupazione, la parte più difficile della partita, è ricollocare questi elementi in una visione strategica altro fattore che merita profonda riflessione, quello dei tempi che, per quanto ci si sforzi di cercare semplificazioni, gioca sempre a nostro sfavore. Riuscire a vincere anche la partita dei tempi, vorrà dire che quello sforzo importante fatto d’idee, riflessioni e risorse, potrà appieno dare risposte e trasformarsi in lavoro e sviluppo, in qualità della vita, per restituire al popolo straordinario dei marchigiani, tutta la serenità di cui c’è desiderio e necessità”.
Di disponibilità di risorse copiose ma non facilmente spendibili ha parlato il rettore di Unicam Pettinari: “Si corre spesso il rischio di non accettare un finanziamento perché è difficile da rendicontare, o, non si riesce a realizzare un intervento perché non si sta nei tempi o non è adeguato.Il problema principale è il lavoro. Per riportare persone nel territorio, si doveva, si deve e si dovrà pensare a portare lavoro”.
Dalla sua esperienza di sindacalista, il segretario di CGIL Taddei ha ricordato come, seppur con difficoltà personali, i lavoratori si siano avvicinati alle imprese, lottando per mantenere la produzione in tutte le maniere. “La forte tenacia che caratterizza la popolazione marchigiana, si rivela tuttavia insufficiente. I ritardi sono numerosi e ciò che sta rendendo difficile la situazione di lavoratori, cittadini, anziani e bambini, è il fatto che parliamo di ricostruzione in una fase d’emergenza e non abbiamo la possibilità di immaginare un futuro. Credo che l’Italia debba assolutamente dotarsi di una normativa per lo stato di calamità, perché non è possibile rapportarsi a situazioni d’emergenza con procedure ordinarie. Chiediamo una ‘governance’e la possibilità di immaginare un futuro per il nostro territorio, per riportare imprese e lavoro, e ricominciare a sognare”.
Futuro legato alla necessità di fare squadra con creatività e responsabilità, anche nelle conclusioni del presidente di Confindustria Boccia. “Camerino in questo, diventa un simbolo, non solo della questione post terremoto ma,soprattutto, nel collegamento giovani, università e futuro. Credo che il messaggio sia che sta a noi in questo presente, ricostruire il futuro con sensibilità nella questione temporale, sentendoci parte di una comunità e cittadini europei di nazionalità italiana, ritornando a quello spirito del dopoguerra, che significa passare dagli interessi, alle esigenze del Paese per una ricostruzione economica e fisica. Abbiamo voluto un protocollo con l’università di Camerino- ha ricordato - con l’intenzione di dare un messaggio di fiducia, che è una categoria della ragione. Dobbiamo avere fiducia perché ragioniamo e dunque, il filo rosso della giornata, è la necessità di collaborare. Quella che si pone è un’idea di metodo diverso; fare insieme, significa collaborare nell’interesse del Paese, sentirsi parte di una comunità in un percorso in cui non c’è da esaltarsi nelle vittorie, né abbattersi nelle sconfitte, c’è solo da guardare avanti e dare una visione al Paese. L’economia globale è fatta di mercati di nicchia che sono quelli italiani, e, in quello spirito del dopoguerra dove c’erano solo macerie, i nostri nonni hanno fatto grande il Paese. A differenza di oggi, c’era certezza del futuro, c’era una visione. Non possiamo fare solo tattiche, dobbiamo iniziare a fare strategie, condividere la visione comune di dare certezza al futuro. La sintesi efficace è venuta da una citazione: “ Se nella vita vuoi compiere grandi passi, non devi solo sognare ma anche pianificare; non solo agire ma, innanzitutto, credere”.
Il sindaco Pasqui a Montecitorio " Rigenerazione. Vogliamo vivere, non sopravvivere"
Un confronto sulle sfide del presente e quelle del futuro tra i sindaci delle regioni italiane, nel corso dell’incontro a Montecitorio “Le città del futuro”, cui hanno preso parte circa 600 sindaci, ospiti della Camera dei Deputati e della presidente Laura Boldrini. Guidata dal presidente dell’Anci Antonio Decaro, sfilata di fasce tricolori sugli scranni, a ridosso della legge di bilancio. Ricca la delegazione marchigiana guidata dal Presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi e dal direttore Marcello Bedeschi. In apertura la presidente della Camera Boldrini ha definito i sindaci avamposto delle istituzioni sul territorio, sottolineando la necessità di sviluppare sul Paese una maggiore coesione sociale per vincere le sfide ed uscire dalla crisi; da parte dei tanti amministratori è partito poi uno scambio di esperienze e di progetti, alcuni già in itinere, altri in via di realizzazione, per una più efficiente amministrazione e per la salute ed il benessere dei cittadini. Certezza delle risorse nell’offrire garanzie ai cittadini nelle richieste sottolineate dai vari interventi che si sono succeduti.

“Rigenerazione” al centro della relazione del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, intervenuto nella qualità di coordinatore della cabina di regia Anci per la ricostruzione post sisma. A Montecitorio, il primo cittadino ha inteso farsi portavoce dei sindaci del cratere sismico, portando l’attenzione sugli ostacoli della burocrazia, contro i quali gli amministratori si sono dovuti scontrare quotidianamente. “ Vogliamo vivere- ha detto Pasqui- e per questo occorre un’operazione assolutamente più ampia che possa trasformare una tragedia, in possibilità di liberare opportunità. Rigenerare significa innanzitutto parlare di futuro come valore, per evitare quel piccolo cabotaggio di lungo costa che spesso rappresenta la via più semplice. Noi non chiediamo di sopravvivere. Noi chiediamo di essere messi nelle condizioni di poter ri-vivere ed è in questa direzione che abbiamo lavorato per tutto l’anno, anche grazie alle istituzioni che comunque ci sono sempre state vicine”. Sfollati, case distrutte, attività economiche in difficoltà, associazioni senza sede: il sindaco ha elencato i tristi numeri di una guerra che a Camerino ha significato anche perdere il carcere.
“ Nonostante tutto, non siamo stati fermi e spesso con le nostre sole forze ci siamo garantiti il presente, perchè è il presupposto fondamentale per costruire il futuro. Abbiamo stabilizzato il paziente e cercato di garantirgli parametri vitali, mantenendo pressoché tutto, ad eccezione del carcere che cercheremo di riavere con tutte le nostre forze. Oggi però questo paziente deve tornare a vivere e non a sopravvivere, figuriamoci ad essere tenuto in vita. E c’è bisogno di misure che garantiscano chiarezza e velocità; una su tutte, la riduzione del cratere o almeno la suddivisione per fasce, in base ai livelli di danno oggettivi”. Il sindaco ha anche riproposto la candidatura a fare di Camerino il caso di scuola per la ricostruzione confermando l’incarico affidato all’architetto Mario Cucinella, “ proprio per progettare una rigenerazione che non sia semplice ricostruzione. Ripropongo qui la candidatura ad essere città territorio sperimentale, dove provare materialmente, e, come dovranno essere in futuro i tanti meravigliosi centri storici che caratterizzano l’Italia e il tutto, perseguendo i due obiettivi della qualità, intesa come sicurezza e, della bellezza, tenendo sempre a mente i due criteri imprescindibili della tempestività e della trasparenza. Vogliamo e pretendiamo che la città e il territorio escano dalla ricostruzione con la consapevolezza che, qualunque cosa avverrà, la nostra comunità e le nostre strutture sapranno resistere. In una sola parola, rigenerazione”.
Pieve Torina torna a vivere. Consegnate altre 69 casette
Pieve Torina torna a vivere. Grande la gioia degli abitanti, unita a quella delle istituzioni locali, regionali e nazionali, per la consegna di ben 69 casette nel territorio comunale. Le prime ad essere state consegnate sono state le 14 Sae di Appennino, seguite poco dopo da altre 17 casette nella frazione di Casavecchia e dalle 38 dell’area Le Piane del capoluogo.
Con le ulteriori 26 Sae dell’area La serra del 15 novembre, nel giro di pochi giorni il comune raggiunge la consegna di ulteriori 95 soluzioni abitative emergenziali, arrivando a coprire i due terzi del fabbisogno. Risultati tangibili per un paese che, con il 93 per cento degli immobili inutilizzabili etra i più colpiti dal sisma, sta rispondendo con forte energia ai bisogni della gente. Lo ha inteso sottolineare lo stesso presidente della Regione Luca Ceriscioli intervenuto alla consegna, insieme al Capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, all’assessore Sciapichetti, al presidente del consorzio stabile Arcale, Giorgio Gervasi.

Nella frazione di Appennino, la prima a ricevere le chiavi di casa dalle mani del presidente della regione, è stata la più anziana del paese, l’ottantaquattrenne Maddalena Laurenti. Gioia e momenti di forte commozione tra la popolazione tutta, nel rivedere dopo tanto tempo le amate montagne e i luoghi delle proprie radici.
In tanti, chi nelle strutture ricettive della costa, chi ospiti di amici o parenti, hanno vissuto per un anno lontani da casa e dai loro ricordi.

( Nella foto il Capo Protezione civile Borrelli e la signora Maddalena nella casetta)
“ Anche se non sono più giovane e difficilmente rivedrò la mia casa ricostruita- ha dichiarato una delle signore assegnatarie - ritornare è un po’ rinascere”.
“Oggi si torna ed è una bella giornata sotto molti punti di vista – ha detto Ceriscioli- Lo scenario naturale che ci circonda, conferma la bellezza del nostro territorio e l’importanza della possibilità di farvi ritorno. Realizzare dei nuclei di vere e proprie case nei posti abitati da prima, è stata una scelta difficile ma molto appagante, e, ce ne rendiamo conto ogni qual volta arriviamo a restituire abitabilità alle persone, alle quali va riconosciuto l’attaccamento e l’amore per il loro territorio. Stiamo lavorando per poter riuscire quanto prima a ridare a tutti questa possibilità - ha continuato il governatore –. Spero che per voi si apra da questa giornata un’altra fase, che non abbia più il sapore dell’emergenza, ma del ritorno alla normalità. Ci sarà successivamente il tempo di rimettere a posto il paese, occupandoci degli aspetti più semplici come le perimetrazioni, o di quelli più complessi. Oggi però si torna e si riparte con una fase nuova. Pochi giorni fa, per la prima volta un presidente della Repubblica si è fermato in queste zone; ha guardato con occhi attenti la costruzione di una nuova scuola che è un altro pezzo di comunità che si ricostituisce. Noi crediamo in questo progetto: restituire alle famiglie, la vita nei luoghi che le hanno sempre accolte. Consideriamo preziosissimo il territorio delle aree interne, nei confronti del quale vorremo sviluppare tutte le iniziative possibili, non solo per tornarci, ma anche per poterci vivere al meglio. Ci sono tante risorse che possono essere spese utilmente e lo faremo insieme ai sindaci, affinché il rientro possa essere accompagnato anche da occasioni di lavoro e d’occupazione”. Consegnando le chiavi delle casette il presidente ha voluto ringraziare la popolazione per la pazienza che ha avuto : “ Capisco cosa significhi star lontani dai luoghi che si amano; oggi però voglio essere felice insieme a voi di una giornata così bella e così speciale che abbraccia tutti, dai più piccini,agli adulti, ai più anziani. Auguro a voi tutti, una buona permanenza, per poi rivederci come istituzione nei successivi passaggi, sempre presenti, sempre vicini e sempre collaborativi”.

la consegna delle chiavi nell'area di Casavecchia
“ Una giornata speciale per voi ma anche per noi – ha detto il Capo della protezione civile nazionale Borrelli – Ci tenevo ad essere presente e ho raccolto con piacere l’invito del sindaco.
La vostra- ha aggiunto- è una comunità che, pur duramente colpita dal terremoto, non si è piegata agli eventi emergenziali, dimostrandosi costantemente operosa. Oggi siamo qui per celebrare il vostro rientro in strutture provvisorie che a tutti gli effetti sono delle vere case. Speriamo di riuscire a completare in tutti i comuni e, nel più breve tempo possibile ogni attività connessa con le soluzioni abitative di emergenza, e, di farvi anche tornare alla normalità con la ricostruzione”.

“ I cittadini della montagna, sono persone dignitose nell’aver perso tutto - ha dichiarato nel suo intervento il sindaco Alessandro Gentilucci- Le persone che hanno voglia di ritornare, rappresentano le radici e il futuro di queste piccole comunità. Nell’individuare le aree per le Sae - ha continuato –abbiamo tenuto in considerazione i vari nuclei che sono, a tutti gli effetti, presidi fondamentali per la sopravvivenza di un territorio. Abbiamo cercato di favorire il decentramento e la possibilità di avere gente che rimanga a gestire e governare le terre. Arrivare a consegnare delle case è un risultato che ci fa sentire orgogliosi degli sforzi fatti, che ripaga delle difficoltà e dei momenti drammatici vissuti insieme”.
Rallegrandosi per i nuovi passi raggiunti, il primo cittadino di Pieve Torina ha voluto evidenziare l’importanza della presenza delle istituzioni e dell’impegno propulsivo che verrà dispiegato a favore del territorio montano, in un’ottica di maggiore valorizzazione e sviluppo.
Carla Campetella

Consegna delle Sae nell'area Le Piane a Pieve Torina
Cadavere di una giovane donna rinvenuto in contrada Pianarucci nelle campagne di Tolentino
E' di una donna, di carnagione chiara e di giovane età, il corpo rinvenuto ieri in un corso d'acqua in località Pianarucci di Tolentino (Macerata) in avanzato stato di decomposizione. L'area è stata transennata e piantonata tutta la notte dai carabinieri per preservare i luoghi in vista dei rilievi tecnici, e questa mattina intorno alle sette la salma è stata recuperata dai vigili del fuoco. La morte, secondo i primi accertamenti, dovrebbe risalire a circa due mesi fa. Tuttavia, fino a questo momento, non si ha notizia, almeno per quanto riguarda il territorio di Tolentino, di denunce di persone scomparse. Il cadavere, che giaceva in una zona isolata, era stato scoperto ieri verso le 17,30 da un passante e solo oggi si è appreso che si trattava di una donna. Coordina le indagini dei carabinieri la Procura della Repubblica di Macerata.
Fonte Ansa
Da Dhl Express Italia uno scuolabus per i bambini di Pieve Torina
Solidarietà dall'impresa Dhl Express Italia a favore della comunità di Pieve Torina. Accolti dal sindaco Alessandro Gentilucci i rappresentanti del gruppo, leader mondiale nel settore della logistica, hanno consegnato al comune un nuovissimo scuolabus.
L’inaugurazione è avvenuta con il primo viaggio sul mezzo, da parte di un gruppo di alunni delle scuole elementari accompagnati dalle loro insegnanti. Partenza dal piazzale del Centro operativo Comunale, con destinazione la nuovissima sede scolastica, il cui taglio del nastro è previsto il prossimo 16 dicembre.

“ Grazie al nobile gesto dei dipendenti di Dhl che hanno deciso di donare delle ore del proprio lavoro alla comunità di Pieve Torina,- ha affermato Gentilucci- si è potuta realizzare un'azione concreta di mobilità solidale. Un nuovissimo scuolabus che non può che farci felici, visto che il nostro pulmino era in rottamazione. Non posso che esprimere la gratitudine di tutta la comunità per questo bellissimo regalo”.

“ Per raggiungere l'obiettivo- ha dichiarato Marco Farneti di DHL- tutti i dipendenti delle sedi italiane dell'impresa si sono autotassati, donando liberamente delle ore del proprio lavoro convogliando fondi a favore delle popolazioni terremotate. Abbiamo scelto Pieve Torina, tra le più colpite dal sisma e forse meno in risalto a livello nazionale. La nostra direzione ha deciso di donare uno scuolabus ; si è provveduto all’acquisto del mezzo, arrivato dalla Germania e allestito a Milano dalla ditta Tommasini . L’azienda ha deciso di non reclamizzare il suo nome sul mezzo di trasporto, proprio per tenere un profilo basso. Quello che ci rende davvero felici è contribuire al risollevarsi di una comunità; sapere che di questo piccolo gesto, potranno avvantaggiarsi dei bambini che si recano a scuola, è la cosa più bella”.
Il bel momento di festa è stato arricchito dalla visita del cantiere della nuova scuola i cui lavori di ultimazione procedono a pieno ritmo. L’edificio, realizzato grazie al progetto Succisa Virescit e alle donazioni dei privati cittadini, accoglierà le scuole primarie e secondarie di primo grado di Pieve Torina.

Guidata dal sindaco Gentilucci e dall’assessore Gian Carlo Ciuffetti la visita nei locali, alla quale, insieme alla delegazione di DHL e a Giuliano De Minicis di Succisa Virescit, hanno preso parte anche docenti e bambini delle primarie, muniti di caschetto. “ Siamo in dirittura d’arrivo- ha detto Gentilucci- e quello che rappresenta per noi questo nuovo edificio lo abbiamo già potuto leggere nei visi dei bambini e degli insegnanti proprio nel corso di questa piccola visita informale. Una scuola la cui volontà e il cui progetto è nato nel mese di dicembre 2016 e che, in meno di un anno, riusciremo a consegnare. L’inaugurazione era in realtà prevista per settembre 2017; difficoltà di ordine logistico hanno portato ad una dilatazione dei tempi, tuttavia, consapevoli di voler privilegiare la qualità, non ce la siamo sentita di forzare troppo la mano”.



La ripartenza di Pieve Torina segna un ulteriore passo in avanti anche nella consegna delle casette. Questo sabato 11 novembre, il sindaco distribuirà le chiavi di 69 casette ad altrettante famiglie. In particolare,la consegna avverrà per 38 Sae dell' area Le Piane, 17 di Casavecchia e 14 della frazione di Appennino. Entro mercoledì prossimo con la consegna di altre 26 casette nell’area La Serra si raggiungerà il numero di ulteriori 95 Sae consegnate, coprendo i due terzi delle assegnazioni. “ La stanchezza è tanta; tutti i giorni siamo presenti nei cantieri per evidenziare criticità e per cercare di stimolare le operazioni. Quando riesci a riportare a casa 95 famiglie, il cui desiderio di tornare è fortissimo- ha concluso Gentilucci- significa ricreare una comunità e questo, ripaga di tutti gli sforzi”.

Il cantiere della nuova scuola
Tolentino, colpo di sole donna investita in pieno centro
Investimento in pieno centro a Tolentino, nel centralissimo piazzale Europa all'altezza della curva che incrocia con via della Pace. Una donna stava attraversando la strada con le auto che si erano fermate per consentirle il passaggio quando il conducente della vettura capofila, credendo forse che la signora avesse completato l'attraversamento, riprendeva la marcia andando ad investire il pedone, colpito vilentemente ad un fianco. La donna restava riversa sull'asfalto in attesa dell'arrivo dei soccorsi che, giunti sul posto insieme ad una pattuglia dei vigili urbani, provvedeva al trasporto dell'incidentata al pronto soccorso. Le condizioni della donna, apparse al momento piuttosto gravi, non sembrano tuttavia destare preoccupazioni. Per lei soprattutto un grande spavento.
L'arrivo sul posto dei soccorsi

I vigili urbani rilevano l'incidente

Allarme a Portorecanati per una cabina elettrica in fiamme
Allarme a Portore
Allarme a Portorecanati per un incendio che ha riguardato una cabina elettrica da 20mila volts, costituita da un edificio dislocato su due livelli in muratura.
Il pronto intervento delle squadre dei vigili del fuoco intervenuti dalla sede di Civitanova Marche è valso a risolvere il problema dovuto anche alla colonna di fumo
che si è alzata dalla cabina stessa.
I pompieri sono, infatti, saliti al secondo piano del locale attraverso la scala italiana, posizionando il motoventilatore in dotazione per ripristinare la vivibilità del locale.
Fortunatamente tutto si è risolto soltanto con un grande spavento.

1,2 miliarsi del Fondo UE trasferiti all'Italia per danni e costi prima emergenza sisma
L'Unione europea ha trasferito all'Italia 1,2 miliardi del Fondo di solidarietà (Fsue) approvato il 13 settembre scorso dal Parlamento europeo a favore delle zone del centro Italia colpite dai terremoti del 2016. Si tratta del più alto contributo mai concesso dall'Ue nell'ambito del Fondo nato per sostenere gli Stati colpiti da catastrofi naturali.
L'attivazione del fondo era stata chiesta dal nostro paese per far fronte ai danni causati dalle scosse del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre e del 18 gennaio del 2017, per un totale di circa 22 miliardi. I soldi (1.196.797.579 la cifra esatta) sono destinati, come previsto dal regolamento, a sostenere i danni diretti e i costi della prima emergenza nei territori interessati. In sostanza, il miliardo e duecento milioni serviranno a coprire le spese sostenuti per le diverse misure di assistenza alla popolazione rimasta senza casa
